Spesso amici o conoscenti mi chiedono se sia meglio acquistare prodotti con una denominazione e mi sono reso conto che molti ne ignorano il vero significato. Siamo il paese europeo con il più alto numero di denominazioni su cibi e vini, quindi il paese europeo, apparentemente, con il più alto tasso di varietà certificate nell’universo enogastronomico.
Questo potrebbe risultare normale per l’Italia, chi conosce la cucina e il vino italiano sa bene di cosa stiamo parlando. Senza doverle elencare, citando solamente alcuni dei principali ingredienti che fanno parte dei piatti della Cucina italiana, ci imbatteremmo quasi sicuramente in prodotti che hanno, in una o più regioni, una Denominazione di Origine Protetta DOP, un’Indicazione Geografica Protetta IGP o Specialità Tradizionali Garantite STG.
Prima di addentrarci nella questione, cercherò brevemente di fare chiarezza per chi le ha sentite ma non ha mai avuto voglia o occasione di approfondire veramente.
Partiamo dal razionale, almeno teorico, sotteso alla creazione di una denominazione, ovvero fornire una garanzia per il consumatore sulla tracciabilità e sulla sicurezza alimentare rispetto a prodotti esenti, e certificare una una politica agricola che favorisca e tuteli i territori di origine di tali prodotti, preservando così ecosistemi e biodiversità.
Fin qui, immagino che saremo tutti più che d’accordo.